Museo della Carta

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Sabato 9 aprile alle ore 10 – PESCIA (Pietrabuona, Museo della Carta) – Nuova vita per l’opificio “Le carte” di Pietrabuona, Gli interventi rientrano nel progetto “La via della carta in Toscana”, ideato da Lucense – Sabato sarà inaugurata l’ala ristrutturata dell’edificio che accoglierà l’Archivio Magnani di Pescia – È uno dei maggiori archivi d’impresa in Italia con i suoi 600 metri lineari di carte, documenti, reperti e testimonianze. È l’archivio delle antiche cartiere Magnani di Pescia, oggi interamente restaurato, catalogato e restituito alla comunità grazie alla sua nuova collocazione nell’ala ovest della cartiera settecentesca “Opificio Le Carte”, a Pietrabuona.
Sabato 9 aprile si terrà l’inaugurazione, preceduta da un convegno che, alle 10, vedrà studiosi, ricercatori e finanziatori del recupero confrontarsi nella sala conferenze del Villaggio Albergo San Lorenzo e Santa Caterina di Pietrabuona, a Pescia.
Inaugurazione Museo della Carta 9 aprile 2016_Pagina_1
Inaugurazione Museo della Carta 9 aprile 2016_Pagina_2
La nuova sede dell’archivio Magnani non è stata scelta a caso: nell’ex cartiera “Le Carte”, infatti, sorgerà il Museo della carta di Pescia, così come previsto dal progetto “La via della carta in Toscana”, un percorso di turismo culturale nelle province di Pistoia e Lucca, ideato e coordinato da Lucense, società pubblico-privata lucchese che opera nei settori della ricerca industriale, dello sviluppo sperimentale e del trasferimento tecnologico, grazie ai contributi di Arcus Spa (per 2 milioni e 500mila euro), Regione Toscana (375 mila euro) e Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (50 mila euro), in collaborazione con l’Associazione Museo della carta onlus, che gestisce l’omonimo museo ed è proprietaria dell’opificio, e i comuni di Villa Basilica e Pescia.
Il convegno sarà l’occasione per illustrare il progetto di restauro e l’allestimento della porzione di immobile destinata ad accogliere l’Archivio Magnani, il recupero di una parte degli antichi macchinari ancora esistenti e la catalogazione del prezioso materiale archivistico, vera e propria memoria storica dell’antica tradizione cartaria pesciatina, sottoposto al vincolo della Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Firenze dalla fine degli anni ’70.
 
L PROGETTO.
Il progetto “La via della carta in Toscana” prevede due rami principali di intervento: quello attuale, in corso d’opera, riguarda il recupero funzionale e la riapertura dell’”Opificio Le Carte”. Il primo lotto è stato portato a termine con il restauro dell’Archivio Magnani: il direttore del Museo della carta, Massimiliano Bini, ha curato la raccolta del materiale, mentre l’architetto Pietro Carlo Pellegrini si è occupato della ristrutturazione dell’ala dell’edificio che accoglie il materiale archivistico e del suo allestimento interno, realizzato in legno e cartone grazie alla collaborazione con l’azienda 55100. Il secondo ramo di intervento (da realizzarsi entro la fine del 2016) riguarda, invece, la progettazione e il recupero di una porzione delle antiche vie di collegamento tra le contigue valli di Pescia e Villa Basilica, utilizzate fino a metà del Novecento dalle lavoratrici e dai lavoratori delle cartiere: verranno battuti i sentieri, segnalati gli itinerari, posizionati cartelli che ripercorrono la storia dei mastri cartai.
Ecco perché si parla di “via della carta”: un’articolata rete di itinerari storici, culturali e ricreativi che dall’entroterra si spinge fino al mare, fondata sulla carta pregiata di Pescia, usata per la carta intestata per i papi e per la cartamoneta, la carta paglia di Villa Basilica, inventata dal farmacista Stefano Franchi, il design in carta e cartone e la cartapesta di Viareggio.
«L’itinerario – spiega Enrico Fontana, direttore di Lucense – si presenta come un sistema interprovinciale di offerta culturale, incentrato sul tema della tradizione industriale cartaria. Si tratta di un’operazione duplice: da una parte il recupero della memoria storica di queste zone e dall’altra la definizione di un’offerta turistica e culturale che dovrà essere collegata agli altri sistemi turistici già esistenti. Ciò che rende questo progetto unico nel suo genere è la capacità di calarsi perfettamente nel contesto in cui è stato creato. In Italia non esiste un altro percorso sulla carta realizzato in un luogo dove la produzione di carta è ancora così centrale, diffusa e attuale».
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