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Seconda Rassegna delle Corali

Chiesa del Convento di San Lodovico a Colleviti PESCIA (Pt)
 
 
 
 
 
 
 

 
In compagnia di Bella Musica a scoprire o approfondire un luogo della Valdinievole, il Convento di Colleviti.
 
 
Il Convento di Colleviti fu eretto fra il 1494 e il 1495, dopo che, con un atto di donazione, Benedetto Colucci aveva ceduto all’Ordine Francescano dell’Osservanza il vecchio castello che sorgeva nell’area dell’attuale edificio, insieme con i terreni circostanti. I numerosi rimaneggiamenti, promossi prima da p. Bernardino da Uzzano, e poi da p. Paolo Vantini da Portoferraio, hanno notevolmente alterato la forma originale del complesso: è stato infatti a partire dalla metà del XVII secolo che il convento ha visto, fra gli altri, l’aggiunta del bel portico d’accesso sul lato meridionale e la trasformazione del chiostro interno, con l’aggiunta di nuove colonne in pietra serena. Sappiamo che anche il noto architetto granducale Antonio Maria Ferri ricevette la commissione di alcuni lavori all’interno del convento. Nel 1810, per effetto delle soppressioni napoleoniche, i frati dovettero abbandonare la struttura, rientrandovi poi nel 1815. Nel 1866, un regio decreto impose una nuova confisca del convento, che fu definitivamente riacquistato dall’Ordine nel 1870.

La Chiesa di San Ludovico e la Biblioteca
Sempre sul finire del XV secolo fu eretta anche la chiesa dedicata a San Ludovico, alla quale oggi si accede mediante lo stesso scenografico portico che copre l’ingresso del convento. All’interno, l’edificio conserva un raffinato altare in marmo bianco e rosso, di inizio XVIII secolo, e un splendido coro seicentesco in legno di castagno. Vi si possono ammirare anche alcune preziose tele del Sei e Settecento, fra cui si segnala in particolare quella raffigurante il San Michele Arcangelo che abbatte gli angeli ribelli, opera di Giovan Battista Paggi. Al piano superiore del convento ha invece sede una prestigiosa biblioteca, costituitasi alla fine del Quattrocento grazie a f. Vincenzo d’Aquitania, ma che fu ufficialmente istituita solo nel 1637 da p. Serafino Giani da Cutigliano. La struttura contava al suo interno circa 3000 volumi, molti dei quali furono poi confiscati nel XIX secolo, andando a costituire il fondo dell’attuale Biblioteca Comunale di Pescia. Fra i pezzi più interessanti si ricordano una quindicina di incunaboli e due splendidi antifonari miniati.
(Testo da LA GAZZETTA DI PISTOIA)
 

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