Organizzati dall’Accademia di Masetto, tornano gli incontri al circolo di Spicchio. La formula rimane invariata rispetto allo scorso anno: alle 19.30, l’apericena, alle 21 la conversazione.
 
Venerdì 15 marzo 2019, infatti, presso il Circolo di Spicchio avrà luogo il primo incontro del secondo ciclo di Aperitivo e Parole, in questa circostanza Mario Favilla parlerà di C. E. Gadda: la dimensione comica. 
 
La dimensione comica in Carlo Emilio Gadda
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Carlo Emilio Gadda, ingegnere, intellettuale, scrittore, poeta, saggista, nacque a Milano nel 1893, in una famiglia agiata, ma alcuni azzardati investimenti del padre, unitamente alla morte dello stesso, segnarono il passaggio, traumatico per il giovane, ad una difficile condizione economica, cosicché Carlo Emilio trascorse un’infanzia tormentata ed un’adolescenza anche più dolorosa. Anche la sua esperienza di volontario nella grande guerra e la morte del fratello aviatore costituirono ulteriori traumi. Laureatosi in ingegneria elettronica, intraprese l’attività di ingegnere, per decidere poi di assecondare le proprie vere attitudini, gli studi letterari e filosofici, ed intraprendere la carriera di scrittore. Fra i suoi libri più famosi   “Il castello di Udine”, “Le meraviglie d ‘Italia”, “Gli anni”, “L’Adalgisa”  “La cognizione del dolore” “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana”.
Carlo Emilio Gadda ha segnato la narrativa del Novecento attraverso un impasto originalissimo di linguaggi diversi – quasi a voler rappresentare il caos della realtà – e un incessante stravolgimento delle strutture tradizionali del romanzo. Gadda è la sua lingua: con la sua scrittura egli infonde alle cose una concretezza tale da farle quasi balzar fuori dalla pagina.
 
Sintesi della presentazione
 
Una volta tracciata a grandi linee la figura dello scrittore si cercherà, attraverso la lettura di alcuni brani divertenti tratti da “L’Adalgisa” e “La cognizione del dolore” di dare un’idea di quello spirito corrosivo che è uno dei componenti della ricca e originale prosa gaddiana. Questo avverrà soprattutto attraverso la descrizione di una Milano d’inizio secolo in cui la borghesia, grande e piccola, e i ceti popolari si animano in un affresco di irresistibile comicità. Attraverso uno strumento linguistico mimetico e vertiginoso, un Gadda in versione visionaria coglie magistralmente e colpisce implacabilmente le ipocrisie, le fisime e le borie di una società in crisi.
Con l’ultima lettura in programma si cercherà infine di dare un’idea del pluristilismo gaddiano, che si esplica in una commistione di  codici e registri diversi – in questo caso comico e poetico – in una polifonia sorprendente.
 
Mario Favilla
Laureato in lingue e letterature straniere moderne, insegnante per un unico anno scolastico, lettore appassionato, studia e approfondisce continuamente i suoi scrittori preferiti, fra cui Gadda, Proust e Bufalino.
 

Accademia di Masetto,

Associazione culturale della Valdinievole e del Montalbano Orientale

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