Il maestoso Campanile

 
E’ l’elemento che domina l’intero centro storico.
Salmi, classificandolo di tipo longobardo, lo vide affine a quello di Diecimo e Morolli ha affermato che esso segna il limite orientale dell’espansione del romanico-lucchese.
 

E’ stato scritto che porta la data 1280; ha in alto la  Smarrita,la celebre campana che tutte le sere, mezz ‘ora prima della notte, dava con il suono il segno della presenza dell’Ospizio ai viandanti.
 
Fungeva anche da fortezza del castello, come si rileva osservando la parte inferiore, dove sono situati due vani ciechi a cui si accede con botole e corrispondenti ad una cisterna, un granaio (Nelli) e le feritoie soprastanti. Piu’ in alto iniziano le finestre: monofore, bifore,trifore e quadrifore.
 

 
L’ulltimo piano ha verso nord trifore anziche’ quadrifore, piu’ larghe, per il passaggio dell campane.
Sopra il piano della monofora, quasi a segnare il confine tra la parte piu’ propriamente militare e il resto dell’edificio, vi erano agli angoli le statue dell’Evangelisti, in marmo, delle quali ne rimangono tre e piuttosto malridotte: l’angelo di S. Matteo (sud-ovest),l’aquila di S. Giovanni (nord-ovest) e il toro di S. Luca (nord-est); manca il leone di S. Marco (su d-est), forse abbattuto in epoca posteriore al XVIII secolo da un fulmine.
 

Sulle arcatelle cieche, in corrispondenza della stessa altezza, vi sono scolpite figure e teste di uomini, animali, frati e diavoli. Occorre pero’ cautela nel valutare quanto dell’ornamentazione del campanile sia originario e quanto invece sia frutto dell’intervento di restauro dell’architetto Giuseppe Pardini, avvenuto nella seconda meta’ dell’Ottocento su vari monumenti lucchesi; e’ noto infatti che il Pardini, nello spirito della sua epoca, non si limitava a restaurare o a ripristinare con criteri di lettura filologica, ma rifaceva e interpretava, come si puo’ vedere dalla facciata della Chiesa di S. Michele in Foro a Lucca, dove inseri’ tra le teste delle mensole i volti dei grandi protagonisti del Risorgimento (Morelli).

Intervenne anche sulla torre di Altopascio (1866), per cui Morelli adombra il sospetto che sia stata rimediavalizzata; e’ certo che rifece mensole, colonne, basi, capitelli, architravi, archetti oltre che gran parte del paramento esterno ed interno.

 
 
Inoltre rimise in luce o rifece la merlatura: la Descrizione del 1740 rileva infatti  che la torre aveva un tetto a cuspide, come quello di porta Mariani.

 
 
Dopo la distruzione del castello il campanile servi’ da alloggio per il castellano ed una piccolissima guarnigione di soldati del comune di Firenze, che aveva sopratutto compiti di osservazione e di difesa, per evitare che il fortilizio preso dai nemici (Nelli).

 
Verso via Cavour si nota sul campanile il segno del Tau, emblema Dell’Ospedale.
 
 
L’identificazione della scritta GE-RARDUS DE GE. con il nome dell’architetto che diresse la costruzione del grande monumento non e’ convincente: dovrebbe con piu’ probabilita’ trattarsi del sacerdote Gerardo Gentili di Volterra, procuratore di Guglielmo Capponi, che prese possesso giuridico del beneficio dell’Ospedale per conto del suo Patrono nel 1477.


Il testo del serizio estratto dalla pubblicazione del Comune di Altopascio “Un percorso alla scoperta dello Spedale del Tau” edito da Maria Pacini Fazzi Editore
 
 

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